Il libro dell’inquietudine Fernando Pessoa, Feltrinelli, pag. 142
120.
Le grandi angosce dell’animo sono sempre dei cataclismi. Quando si verificano il sole s’inganna e le stelle si turbano. Per ogni anima sensibile arriva sempre il giorno in cui il Destino dipinge un’apocalisse di angoscia: come se i cieli e l’universo si rovesciassero sul nostro sconforto.
Sentirsi superiore e vedersi trattato dal Destino come il più infimo degli infimi: nessuno, in questa situazione, può dirsi fiero di essere uomo.
Se un giorno la mia capacità espressiva diventasse così vasta da ospitare tutta l’arte, scriverei un’apoteosi del sonno. Non conosco maggiore piacere del sonno, la cancellazione totale della vita e dell’anima, il commiato dall’essere e dagli uomini, la notte senza memoria e senza illusione, la mancanza di passato e di futuro (…).
(Drupal 25.08.2007)
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