Copyright © Pamela Pioli 2006
(foto dal mio sito)
Fino a 14 anni fa, quando vivevo ancora a Firenze, ascoltavo musica smanettando a caso tra le varie stazioni radiofoniche fermandomi solo dove sentivo qualcosa di mio gradimento. Ad un certo punto, intorno ai 18-20 anni, ho cominciato a interessarmi seriamente al rock anche se, ad essere sincera, la musica leggera non mi aveva mai davvero esaltato. Sopratutto non sono mai stata una patita di musica italiana, per la quale ho nutrito qualche passione adolescenziale solo per alcune canzoni di Luca Carboni e, successivamente, per i Litfiba (che ho seguito spesso in concerto accompagnando amiche che volevano vedere Piero Pelù da vicino…), Fabrizio De Andrè e Vasco Rossi. Insomma, ad un certo punto sono stata introdotta ai Dire Straits, ai Pink Floyd, ai Depeche Mode ma anche agli Iron Maiden e ai Metallica…e qualcosa è inevitabilmente cambiato in me…A Firenze c’era una radio che si chiama Controradio ed è tuttora attiva: era l’unica ascoltabile ma, da quanto ricordo, non mi faceva impazzire dal punto di vista della conduzione che sembrava molto improvvisata e poco curata. La premessa di tutto questo discorso, c’è da dire, è che non sono mai stata un’amante della televisione, se non durante un periodo in cui, da bambina, ho avuto la mia esperienza da videodipendente tra i vari telefilm americani e i cartoni animati. Per questo motivo ho sempre preferito la radio, che al contempo ti permette di fare tante cose senza inchiodarti davanti a programmi spesso stupidi e soporiferi (almeno per me) e ti carica di energia positiva. Come sostenuto dagli organizzatori della maratona di New York, infatti, anche io sono assolutamente convinta che la musica scateni una sorta di effetto dopante nel corpo, perchè stimola alcuni centri nervosi che altrimenti rimarrebbero in stato di riposo. Ed è anche per questo che la ascolto: la mattina impiego circa mezz’ora per tornare nel mondo dei vivi e, in quel lasso di tempo, devo fare qualcosa che mi svegli bene - visto che non bevo caffè - e così accendo la radio o ascolto qualche cd. Per un certo periodo ho fatto uno strappo alla regola alle mie abitudini rock svegliandomi con Le quattro stagioni di Vivaldi…Quindi, una volta arrivata a Roma (il 29 gennaio 1994) e dopo pochi mesi, mentre ero ospite di un’amica in una casa (fredda) ad Arco di Travertino, in sua assenza mi disintossicavo dal suo fanatismo verso Francesco De Gregori ruotando nervosamente il cursore della radio alla ricerca di suoni che mi piacessero. Fu lì che scoprii la voce di Fabio Giannotti che annunciava canzoni interessanti nella stazione radiofonica che poi è rimasta la mia preferita nel tempo e che ho tradito (parzialmente) solo di recente, dopo più di dieci anni di fedeltà da brava ascoltatrice. La radio in questione era ed è Radio Rock. Oltre a Fabio ho ascoltato tutti i vari dj alle ore più disparate del giorno e della notte ed è stata praticamente la colonna sonora di tutti gli anni trascorsi a Roma. Se Fabio Giannotti ha una voce piuttosto impostata, dal timbro profondo e con una pronuncia perfetta sia in italiano che in inglese, pacato e gentilissimo se lo chiami per richiedere una canzone o per avere informazioni su quanto ha appena passato, Jelena Milic è di una simpatia travolgente, piace molto ai maschi perchè ha la voce sensuale e fa continuamente battute a doppio senso, è famosa per aver inventato il “gorgo anni ‘80″ durante il quale raccoglie le richieste degli ascoltatori riguardanti musica di quegli anni - anche la più improbabile e trash -, condendo il tutto con aneddoti che solo lei conosce. Il terzo dj da segnalare è Marco Terragni, in arte DJ Dracula, che ha la consuetudine di programmare la sera, è dotato di una bella voce e una vasta conoscenza dei più disparati generi musicali. Tutti e tre prediligono progressive rock ma sostanzialmente passano di tutto, anche accogliendo le richieste via sms o telefoniche dei loro ascoltatori. Normalmente prima di spostare la radio su quella frequenza controllo quando i tre che ho citato saranno in onda: vado sul sito e verifico nel palinsesto a quale ora potrei trovarli, per evitare di sentire qualche speaker che non mi piace. E insomma, come dicevo, l’estate scorsa è successo che, girando tra le varie radio in un momento in cui Radio Rock perdeva il segnale di ricezione, io abbia scoperto Virgin Radio e me ne sia innamorata. All’inizio con distrazione ma, in breve tempo, facendomi convertire inevitabilmente alle loro frequenze. Ebbene, caro lettore, se ami l’indie rock, cioè tutto quel rock che ancora non è stato plasmato dalle grandi major dell’industria discografica, ma anche il grunge, il progressive, l’hardrock, i classici anni ‘70 e via di seguito, questa è la radio che fa per te. Non mi hanno pagato per fare loro pubblicità, ma è vero che lì si può ascoltare musica underground che arriva direttamente da Londra e New York, 24 ore su 24 e senza interruzioni. Interessante è anche Music History condotta da Paola Maugeri, che ripercorre le tappe principali della storia del rock raccontando le vicende di un gruppo o di un cantante e facendo sentire una canzone famosa del loro repertorio. Ora, a parte queste due radio che costituiscono i miei punti di riferimento nel panorama italiano, in certi periodi o momenti ascolto anche M2O, la quale programma techno e trance. Inoltre, alle 19.00 di ogni giorno, inizia un programma che mi piace molto e si chiama Real Trust, durante il quale viene narrata la storia di un qualsiasi personaggio di spicco miscelata a brani musicali. Notevole, poi, è anche la trance della sera che, volendo, si protrae per tutta la notte. L’ultima radio che ascolto, inoltre, è quella della BBC e lo faccio tramite Internet, scegliendo tra un’ampia gamma di programmi differenti, anche se in linea di massima ascolto più che altro World News. Chiaramente non trascorro tutta la giornata vicino ad una radio ma quando succede so tra quali stazioni muovermi. Passando invece al capitolo discoteche, in realtà non ho moltissimo da raccontare, se non che sono stata parecchie volte al Qube a Portonaccio in occasione delle serate organizzate da Radio Rock, e mi è piaciuto sia come struttura (è un’ex fabbrica e si vede) che dal punto di vista organizzativo perchè dislocato su tre piani con più discoteche - disco anni ‘80 e classici del rock, hard-rock, concerti - per soddisfare i vari gusti. Un altro locale che mi ha colpito è il Rialto Sant’Ambrogio, un’ex scuola (e si vede anche in questo caso) che si trova al ghetto. Lì, nella sala principale, passano musica techno e trance rimixata dai dj e accompagnata dalla proiezione di video - spesso sconclusionati - sulle pareti che circondano lo spazio dove è allestita la pista. A volte ci sono concerti, spettacoli di danza, mostre fotografiche e video. Non ci sono andata spesso ma non è male. Poi, i locali a Testaccio. Nei primi tempi a Roma sono stata alcune volte al Villaggio Globale per concerti e discoteca, al Muccassassina (che forse era all’Alpheus…), ma dopo mi è rimasto impresso lo Zoobar (che pare si sia spostato a Montesacro) con bella musica rock e dark e muri colorati.
Detto questo, per concludere e per amor di completezza, bisogna aggiungere che ho visto Flashdance almeno 15 volte, sono una ballerina infaticabile e appena posso mi scateno, anche a casa tra l’armadio e il letto o scodinzolando in corridoio. Nel mio piccolo e quando comincio a sgambettare, ho un certo seguito perchè do spettacolo e qualcuno mi ha chiamato Duracell o cubista, uno dei pochi lavori che non ho mai svolto ma sul quale ho fatto un pensierino più di una volta, salvo il fatto che non reggerei tutte quelle notti insonni. O forse, invece, perchè ballare è una cosa che mi rende troppo felice e limitarla a quel ruolo un pò la rovinerebbe.

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