1948
In questa notte d’autunno
sono pieno delle tue parole
parole eterne come il tempo
come la materia
parole pesanti come la mano
scintillanti come le stelle.
Dalla tua testa dalla tua carne
dal tuo cuore
mi sono giunte le tue parole
le tue parole cariche di te
le tue parole, madre
le tue parole, amore
le tue parole, amica.
Erano tristi, amare
erano allegre, piene di speranza
erano coraggiose, eroiche
le tue parole
erano uomini.
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Un’altra poesia dello stesso autore nel mio blog.
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2 Comments
No todos -y aunque por irónico que parezca-, los grandes hombres en general son abanderados de su propia conciencia y sentir “en su tiempo” y “de su tiempo”; como es el caso de Hikmet, el que; por estar vinculado a la política, es proscrito en su pensar y su obra, y claro; luego de su muerte se le reconoce su trabajo. ¿Cuantos más, en estos momentos siguen esa suerte? Yo no lo sé, pero deben de ser cientos. Para mí,”1948″ es esencialmente bella, profunda y humana. Gracias por compartir a Nazim y congratulaciones por el blog.
Ciao Luis Ernesto, non so scrivere in spagnolo e quindi rispondo in italiano immaginando che per te non sia un problema. Anche io penso che la poesia di Nazim Hikmet sia strettamente legata alle sue scelte politiche. Ma l’aspetto che più mi colpisce della sua opera, è la capacità di pensare ai sentimenti e di saperne parlare andando a fondo nelle questioni umane, in momenti estremi quali la dissidenza, la carcerazione, l’esilio - condizioni che potrebbero invece portare alla disperazione e all’abrutimento. E forse è proprio questo carattere che distingue la sua figura da quella del combattente o del teorico, rendendolo così un poeta. Grazie a te per aver visitato e apprezzato il mio blog e per il gradito commento!
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