Aprendo una pagina a caso da…

Storia di una passione, Anais Nin – Henry Miller, Bompiani, pag. 318

La vita scorre. Qualcosa muore, qualcos’altro nasce. E’ in noi, soltanto in noi, che tutto avviene, e sempre potremo creare i momenti d’oro. Anche quando io parlo di infelicità, povertà, di conflitto e lotta, di tormenti, scontri e tutto il resto – non dimenticare che in tutto questo ci sono cose preziose. Impossibile essere difeso da tutto quanto è atroce e avere piena coscienza solo degli altri momenti felici. I due aspetti vanno di pari passo. Ma preferisco che tocchi a me anzichè a te. Io posso sopportare qualsiasi cosa. Sono davvero forte e intrepido. Ma mi lascio viziare. Forse sono pigro, indolente. devo esserlo davvero, credo. E amo, amo, amo tutto ciò che questo comporta, tutto ciò che ferma l’orologio, che uccide il dovere, eccetera. E’ per questo che Rank mi esacerba, e con lui tutti gli altri dannati idioti professionisti che blaterano di adattamento. Tenetevelo, l’adattamento e quel che tenete in pugno – un bel pezzo liscio di macchinario. Niente dolore, nè gioia, solo un funzionamento perfetto – lavoro. E’ vita, questa? E’ questa la meta?

 

Henry Miller a Anais Nin

(Drupal 11.09.2007)

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