Aprendo una pagina a caso da…

Diario russo 2003-2005, Anna Politkovskaja, Adelphi, pag. 350

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“Il ‘ceceno’ sa che lei si è convertito?”.

“Certamente” risponde Pavel, e mi spiega perchè ha cambiato confessione. “La Cecenia è stata cruciale per la mia scelta. Laggiù la gente riporta le sue vittorie usando l’anima, non la forza. Grazie all’Islam. E’ stato l’amore dei musulmani per la libertà ad attirarmi. E la chiarezza del dettato religioso”.

“Molti suoi compagni di partito si sono convertiti?”.

“Abbastanza, si”.

“Perchè?”.

“E’ anche questa una protesta”.

Vado a conoscere il ‘ceceno’. E’ un ometto basso e smilzo con gli occhi cattivi, che mi promette subito guai e proclama:

“Sono un Tato”.

“Sarebbe a dire?”.

“Un ebreo delle montagne”.

E perchè me lo dice?

“E’ venuto a fare il tifo per la polizia?”.

“No. Io sto con chi ha fatto il colpo” mi risponde con aria di sfida, sbruffone. “Li ho aiutati io a entrare nel palazzo dell’amministrazione…”.

(Drupal 11.10.2007)

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