Dal mio quaderno – 1990

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Il mio angolo scrittura e cottura. 

Copyright © Pamela Pioli 2005

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Firenze, 8 febbraio 1990

Finalmente, come non mai, un pò di pace in questa casa (anche se ancora per poco). Tutti fuori e solo io sono qui, ad ascoltare i miei adorati Dire Straits senza che nessuno mi rompa le scatole…Voglio andare a vivere da sola in un bell’appartamentino con il camino, anzi, una stanzona con il camino e un cucinotto e un bagnetto. La stanzona composta da un bel lettone grande, con una trapunta soffice e colorata; una enorme libreria nella quale c’è inserito lo stereo con accanto i dischi e le cassette; un armadio con gli abiti; un tavolo; un mobile dove mettere i piatti e roba del genere; niente televisore però una poltrona e la moquette a terra e lì, davanti a tutto, un camino schioppettante che manda una luce romantica e un calore diffuso. Nel cucinotto, un fornello o due, il lavandino, il frigorifero, un mobiletto come dispensa e forse anche un piccolo tavolino. Nel bagnetto la doccia, il lavandino, il w.c. e qualche mensola e un mobiletto con asciugamani & company. Farsi la doccia nelle sere di pioggia; asciugarsi con un grande asciugamano ma avere i capelli bagnati e cercare di asciugarli con il calore del camino; e ascoltare la musica proveniente dallo stereo e guardare le foto attaccate alle pareti e, dopo essersi asciugate i capelli, mettersi un pigiamino caldo e buttarsi sul letto o sotto le coperte e leggere un libro dal titolo invitante; e avere voglia di un frullato alla fragola e scrivere una lettera e non poter telefonare perchè non c’è telefono perchè la bolletta costa troppo. E studiare spagnolo, e leggere un libro in tedesco, e guardare le proprie foto dell’infanzia, e rileggere qualche vecchio libro, e sentire qualche vecchio disco, e scrivere sul diario, e ripensare ai 14-15-16-17…anni, e ricordare gli amori e pensare agli amici, e riflettere sulla vita e piangere, e recitare, e ballare sulle note di una canzone stupenda, e suonare la chitarra, e preparare un dolce, e cucire, e fare un golfino o un vestito, e dipingere un quadro con soggetto astratto, e pensare al lavoro, ai viaggi, al teatro, ai soldi che sono pochi, all’amore che forse manca o forse è lontano.

 

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