Anne Sexton – Il bacio

da Fiori di fuoco. 100 poesie d’amore maledetto, Arnoldo Mondadori Editore, pag. 124

Anne Sexton

La bocca mi fiorisce come taglio.

Maltrattata tutto l’anno in lunghe

notti fatte soltanto di gomiti callosi

e delicate scatole di Kleenex che dicono piangi,

piangi, stupida bambina!

Prima il mio corpo era inutile.

Ora si strappa ai quattro angoli.

Strappa via gli indumenti della vecchia Maria, nodo dopo nodo

e guarda – Ora è colpito in pieno da questi dardi elettrici.

Zac! Una resurrezione!

Una volta era una barca, piuttosto legnosa

e senza impegno, senza acqua salata

e bisognosa di qualche ritocco. Non era altro

che un mucchio di tavole. Ma tu l’hai attrezzata, l’hai issata.

Tu l’hai scelta.

I miei nervi sono tirati. Come strumenti musicali

li ascolto. Là dove era silenzio

i tamburi e gli archi senza tregua continuano a suonare. Il merito è tuo.

Genialità pura all’opera. Caro, il compositore è caduto nel fuoco.

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