Milena Agus – recensione

Milena Agus, Perché scrivere, Nottetempo, 2007, pag. 21, Euro 3,00

“La passione (…) soltanto se è potente, salva dal pericolo del vuoto di senso, sempre in agguato nella nostra vita”. Così Milena Agus in uno dei due contributi che compongono il piccolo libro Perché scrivere, il primo relativo alla scrittura e il secondo, appunto, inerente alla passione. L’autrice racconta come abbia cominciato a scrivere perché mossa inizialmente da sentimenti di riscatto (“mi sarebbe bastato far capire che si sbagliavano sul mio conto, quando si intestardivano con gli elenchi delle cose che non sapevo fare”) e di autoprotezione (“scrivere è la tana che mi porto sempre dietro”); attività maturata e poi sfociata nel bisogno di immortalare persone ed emozioni che desidera preservare dalla dimenticanza e dalla scomparsa. La scrittura concepita come strumento per conservare l’altrui presenza o per vivere un’alterità che non le appartiene, coincide così con un’apertura verso il mondo, che trascende la necessità di fuga che caratterizza i suoi esordi di autrice. Lo slancio dal quale scaturiscono le sue parole si rivela molto idealista, sopratutto quando è fiero di essere gratuito e indipendente dal successo e dal denaro, quelle che Agus considera le miserie del nostro tempo: ciò che muove la sua parola aspira a somigliare allo “struggente desiderio di suonare” che la colpice leggendo un libro riguardante un periodo della vita di Johann Sebastian Bach.

Pamela Pioli 2010

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