Antoine de Saint-Exupéry, “Il piccolo principe”

Antoine de Saint-Exupéry, Il piccolo principe, Tascabili Bompiani, 1989, pagine 91-94

“Chi sei?” domandò il piccolo principe, “sei molto carino…”

“Sono una volpe”, disse la volpe.

“Vieni a giocare con me”, le propose il piccolo principe, “sono così triste…”

“Non posso giocare con te”, disse la volpe, “non sono addomesticata”.

“Ah! Scusa”, fece il piccolo principe.

Ma dopo un momento di riflessione soggiunse: “Che cosa vuol dire ‘addomesticare’?” (…)

“E’ una cosa da molto dimenticata. Vuol dire ‘creare dei legami’…”

“Creare dei legami?”

“Certo”, disse la volpe. “Tu, fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l’uno dell’altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo”. (…)

La volpe tacque e guardò a lungo il piccolo principe:

“Per favore… addomesticami”, disse.

“Volentieri”, rispose il piccolo principe, “ma non ho molto tempo, però. Ho da scoprire degli amici, e da conoscere molte cose”.

“Non si conoscono che le cose che si addomesticano”, disse la volpe.

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