Georgia O’Keeffe – Memorie

Georgia O’Keeffe, Memorie,  Abscondita, Milano, 2003

Lavorando in solitudine e nell’anonimato non avevo nessun altro da compiacere al di fuori di me stessa. pag. 42

Mi sono resa conto che le forme e i colori mi permettevano di dire cose che non avrei saputo esprimere altrimenti, cose per cui mi mancavano le parole. Secondo alcuni uomini di giudizio la mia non è pittura, secondo altri lo è. Arte o non Arte, non tutti sono d’accordo. Ad alcuni invece non importa nulla di quello che faccio. pag. 50

cominciai a entusiasmarmi all’idea di cercare di dipingere New York. Naturalmente mi dissero che era un’impresa impossibile, dato che nemmeno i pittori di sesso maschile vi erano mai riusciti in modo soddisfacente. Ma poiché sin dall’adolescenza mi sentivo ripetere che le mie idee erano impossibili, ero ormai abituata alle obiezioni, quindi non ci feci caso e continuai a perseguire il mio obiettivo: dipingere la città di New York. pag. 54

3 Comments

  1. allorizzonte said,

    February 8, 2012 at 11:39 am

    La prima citazione racconta l’essenza della creazione.

    • pamelablog said,

      February 12, 2012 at 11:05 pm

      Ciao Francesco,
      a mio avviso la creatività nasce e prolifera anche in compagnia, in mezzo alla folla e nella piena visibilità, ma nella solitudine e nell’anonimato acquista quella profondità che non troverebbe altrove.
      Ciao,
      Pamela

  2. allorizzonte said,

    February 13, 2012 at 5:05 pm

    Grazie Pamela, una chiosa perfetta.


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